27 ottobre – Genova
Martedì 27 ottobre,
a Genova,
al teatro della Tosse,
Sala Trionfo,
alle 21
racconto
Il maestro e Margherita.


Martedì 27 ottobre,
a Genova,
al teatro della Tosse,
Sala Trionfo,
alle 21
racconto
Il maestro e Margherita.

Mercoledì 28 ottobre,
a Firenze,
al gabinetto Vieusseux,
alle 17 e 30,
con Guido Carpi
parliamo di Dostoevskij e
dell’Idiota.

Il 9 gennaio del 2027, alle 21, all’Ateliersi, in via San Vitale, a Bologna, facciamo una specie di festa per il trent’anni della mia cosiddetta attività letteraria. Il 15 settembre del 1996 ho cominciato a scrivere, e la prima cosa che ho scritto è un romanzo che si intitola Dal quindici settembre al quattordici settembre del quale ho ritrovato il dattiloscritto. Non so a chi può interessare, è un libro impubblicabile, non avevo mai scritto un romanzo, non ero capace, mi sto giutificando, ma per l’incontro del 9 gennaio ho pensato che ne faccio 30 copie e, agli abbonati a Bombé che lo vogliono gliene regalo una copia. Dopo faremo anche delle altre cose, non so bene cosa ma vi tengo aggiornati. Intanto, per il trentunesimo episodio di Stare male, ho registrato la prima parte di quel romanzo impubblicabile.
Qui: clic

Registrato il 12 ottobre al Teatro Duse di Bologna. Per una questione di diritti abbiamo tolto, all’inizio e alla fine, la canzone Sympathy for the Devil.
Si trova qui: clic

Immagini di @claudiosforza_photography

Dopo, un paio d’ore dopo, la prima cosa che ho guardato, appena uscito dal palco, il risultato, che abbiamo perso 2 a 1 e io ho pensato Ma dài, non è andata neanche male.
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E io, per finire l’introduzione, voglio leggervi il primo racconto di Memorie di un giovane medico, un racconto che si chiama L’asciugamano col gallo, che è un po’ lungo, ma, vedrete, se non l’avete mai letto, è molto potente, forse perfino un po’ troppo, una ragazza è stata male, la prima volta che ho letto questo monologo, a Roma, quindi se state male non preoccupatevi, è normale.
Stasera, al Teatro Nuovo di Verona, racconto il maestro e Margherita, e martedì, per gli abbonati a State bene Bombé, mettiamo online l’audio di tutto il monologo registrato nella data di Bologna con le immagini dello spettacolo, foto di @claudiosforza_photography
Continua qui: clic

“Mi vergogno” aveva pensato Barigazzi, “sono degli anni che mi vergogno”.
Oggi, alle 9 a Radio 24, alle 18 alla libreria Feltrinelli di Parma, L’amore è una banana


261. Ma guarda sono un coglione quarto episodio
Questo è un podcast sulla mia intelligenza e la quarta puntata, che dura 10 minuti e 50 secondi, comincia così:
Ogni tanto mi succede che faccio delle cose con dei musicisti, che sono dei musicisti, spesso, che suonano la musica seria, la musica classica e io, devo dire, mi piacciono le facce, dei musicisti classici, quando suonano, mi sembra della gente che sta facendo una cosa alla quale tiene molto, e che la deve fare bene.
Si sente qui: clic

E ringrazio la persona che mi ha avvisato che, indicando un refuso, ho fatto un refuso (invece del Gronchi Rosa ho detto il Gramsci rosa).
Si parla d’amore, qui: clic

Erano talmente tanti anni che Bernardo Barigazzi si chiamava Bernardo Barigazzi, che gli sembrava perfino un bel nome.
Domani, a Milano, con Alberto Rollo, L’amore è una banana.

Copio qua sotto il paragrafo 31 di un libro che sto scrivendo e che si intitola Ma guarda: sono un coglione.
Ci son delle volte che sono in giro a presentare i libri, a fare gli spettacoli, che mi succede di pranzare con gli organizzatori, e una volta, dovevo fare una cosa in teatro, nel centro Italia, c’è stato uno di questi organizzatori che mi ha detto Io forse ho letto un tuo libro, tanti anni fa, parlava dei morti di Reggio Emilia, eri tu che l’hai scritto? Io uno l’ho scritto, gli ho detto io, si intitola Noi la farem vendetta. Sì, mi ha detto lui, quello lì.
Sai che, mi ha detto poi dopo, non mi è mica piaciuto tanto. Ma dài, gli ho detto io. Eh, sì, mi ha detto lui, ho fatto fatica.
Ma dài, gli ho ridetto io.
E intanto ho pensato che lo stimavo, perché lui era uno che mi diceva esattamente quello che pensava e io, invece, non son stato capace, di dirgli quello che pensavo, cioè che a me, del fatto che a lui gli non era piaciuto Noi la farem vendetta non è che mi interessava molto.
State bene.
