11 settembre – Firenze
Venerdì 11 settembre,
a Firenze,
E questo cielo e queste nuvole,
seguono dettagli


Venerdì 11 settembre,
a Firenze,
E questo cielo e queste nuvole,
seguono dettagli

Sabato 12 settembre,
alla Versiliana,
sono alla festa del
Fatto quotidiano,
seguono dettagli.

Io e Leonardo nell’ufficio di Claudio Sforza il 24 luglio 2026 (foto di @claudiosforza_photography).

Dopo, qualche giorno dopo, ero già a Mosca, qualcuno mi ha detto che, in Italia, il mio pezzo dove dicevo che Pietroburgo era tranquillissima era dispiaciuto a alcuni commentatori. E io ho pensato che, se ci fosse stata veramente una pioggia di droni, sul centro di Pietroburgo, e noi fossimo stati chiusi in albergo, io avrei scritto che c’era una pioggia di droni sul centro di Pietroburgo e che noi eravamo rimasti chiusi in albergo e questi commentatori sarebbero stati contenti.
Invece di droni non ne abbiamo visti, io ho scritto che i droni, se c’erano, non ce ne siamo accorti, ci son rimasti male, i commentatori.
Ma pensa.
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Il primo romanzo tradotto da Fedor Michajlovič è La dernière Aldini, di Georges Sand, un romanzo ambientato anche quello in Italia il cui protagonista è un cantante di umili origini che conquista una grande notorietà.
C’è una lettera al fratello Michail nella quale Fedor Michajlovič scrive «Sai quel libro che ho tradotto dal francese, La dernière Aldini? Ho scoperto oggi che l’hanno già tradotto; c’è già, una traduzione russa, ho lavorato per niente».
Questo è l’ingresso di Dostoevskij nell’arena letteraria.
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Sono stato in Russia, a Pietroburgo e a Mosca, a fare la guida turistica per Gogol’ Maps, un viaggio sui luoghi dove è nata la letteratura russa, e mi son successe due cose stranissime.
[Domani, sul Fatto quotidiano, Diario di un filorusso, nuovo capitolo (illustrazione di Noemi Vola)]

Ecco, la cosa incredibile, di Dostoevskij, noi possiamo leggerlo o non leggerlo, ma lui, nelle cose che ha scritto, ci ha letto, come siam fatti prima ancora che venissimo al mondo.
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Oggi, a Ovada, l’ultimo monologo su Delitto e castigo

Ci vediamo in agosto lo facciamo a fine luglio perché poi io vado in Russia, lo facciamo il giorno prima di partire, come la rivoluzione d’ottobre, che c’è stata in novembre, cioè, il contrario.
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A differenza di sua sorella, lei non era affatto brava a mentire.
[Domani, 21 luglio, a Viareggio, alle 19, Una casa da svuotare con Veronica Galli]

La letteratura russa è innocente?
Che strana domanda.
[Tutti i giorni succede qualcosa, oppure no. Si trova qui: clic]

Bulgakov non era uno scrittore socialista, e non è riuscito a pubblicare, in vita, né Il maestro e Margherita, che esce, in Unione sovietica, in edizione non censurata, solo nel 1973, 33 anni dopo la morte di Bulgakov, né Cuore di cane, romanzo scritto nel 1925 e uscito, in Unione Sovietica, nel 1987, il cui protagonista è un andrologo e ginecologo russo che si chiama Filip Filipovič Preobraženskij e che, nel romanzo, ambientato nella Mosca sovietica, dice: «A me non piace il proletariato».
[Domani, sul Fatto quotidiano, esce un articolo che ho scritto a Mosca durante Gogol’ Maps. La preossima settimana ne esce uno che ho scritto dopo che sono tornato]
