3 aprile – Firenze
Giovedì 3 aprile,
a Firenze,
alla Libreria Malparte,
alle 18 e 30
Chiudo la porta e urlo
(ingresso libero, prenotazione obbligatoria:
libreria.malaparte@gmail.com)

Giovedì 3 aprile,
a Firenze,
alla Libreria Malparte,
alle 18 e 30
Chiudo la porta e urlo
(ingresso libero, prenotazione obbligatoria:
libreria.malaparte@gmail.com)
Venerdì 4 aprile,
al Teatro Asioli di Correggio,
alle 20 e 30,
con Alessandro Nidi,
Andrea Coruzzi e Filippo Nidi
l’ultima replica,
in questa stagione,
della Libertà. Primo episodio.
Per prenotare: clic
Sabato 5 aprile
sono ospite di
In altre parole,
su La7,
a parlare di
A cosa servono i russi.
Domenica 6 aprile,
a Perugia,
alla Sala dei Notari
alle 18 e 30
la prima di
Paolo Nori racconta
Delitto e castigo.
Lunedì 7 aprile,
al mattino,
sono a Radio 2 Social Club
a parlare di
A cosa servono i russi.
Mercoledì 9 aprile,
al caffè letterario di Lugo
alle 21,
con Giuseppe Bellosi
parlo di
Chiudo la porta e urlo.
Venerdì 11 aprile,
a Bologna,
alla libreria Zanichelli,
alle 18,
presento il romanzo
di Chiara De Silva
Congiuntivi sbagliati.
Domenica 13 aprile,
a Viareggio,
alla Galleria d’arte moderna e contemporanea,
alle 17,
in collaborazione con la libreria Lettera 22
e la biblioteca di Viareggio
Chiudo la porta e urlo.
Venerdì 25 aprile,
a Montesole,
vado a sentire Nicola Borghesi
che fa un discorso sul 25 aprile,
al mattino, tipo alle 10
o giù di lì.
e lì era partita, fortissimo, God save the queen, dei Sex Pistols, e i bambini e le bambine avevano cominciato a ballare e, lo dico epesegeticamente senza vergogna, è stato un finale bellissimo.
[Stasera, alle 19, sul mio profilo Instagram, racconto le cose di Aprile]
Gli attori sono stupidi.
Scrivere per il teatro
corso tenuto da Andrea Pennacchi
il 10 maggio e l’11 maggio,
al Teatro delle Moline di Bologna.
PER INFO E ISCRIZIONI federica@scuolakarenin.it: clic
Quando sono arrivato a Osio Sotto, provincia di Bergamo, ho incontrato una mia conoscente che mi ha chiesto «Quanto ha fatto il Parma?».
«Zero a zero», le ho detto.
«E sei contento?» mi ha chiesto lei.
E io le ho risposto «Piuttosto che niente, come dicono a Parma, è meglio piuttosto».
Il resto è qui: clic
Quest’anno, dal 19 al 25 agosto, andiamo nel posto dove, secondo Iosif Brodksij, la letteratura, negli anni venti dell’ottocento, ha cominciato a inseguire la realtà e, vent’anni dopo, l’ha raggiunta. Il viaggio si chiama Gogol’ Maps, se cliccate su viaggio 2025 vedete i dettagli: clic
Una dozzina di anni fa c’era un gruppo di scrittori italiani tra i trenta e i quarant’anni che si lamentavano che non avevano potere, non avevano posti di rilievo, e hanno fatto un’associazione che si chiamava TQ, che significava, appunto Trenta Quarantenni, che fantasia, e quegli scrittori lì che volevano fare delle riunioni per capire come fare per incidere sulla realtà, volevano incidere sulla realtà.
Io, avevo allora quarantotto anni, non mi hanno invitato. Ci son rimasto malissimo, perché mi hanno tolto l’opportunità di dirgli di no, non ci sarei andato però mi dovevano invitare, ero anch’io un quarantenne, in un certo senso, avevo quarantotto anni, non mi hanno invitato.
Il resto è qui: clic
Tratto dallo spettacolo teatrale La libertà. Primo episodio, che facciamo, ultima data, questa stagione, al Teatro Asioli di Correggio il 4/4, con Alessandro Nidi, Andrea Coruzzi e Filippo Nidi. Per prenotare: clic
E oggi, a Torino, al Teatro Gobetti, per la Biennale Democrazia, parlo di cosa succede a studiare alla Biblioteca Lenin di Mosca.
Stamattina, alle 9 e 20, mi è venuta da chiedermi Ma è oggi, che devo andare a Peccioli? Ho chiamato Rossana, Sì mi ha detto lei, è oggi, che devi andare a Peccioli. Hai un treno alle 11.
Ventotene (poco) e noi che saremmo meglio di loro (uscito, in una versione leggermente diversa, sul Fatto quotidiano di oggi): clic
Quando ho cominciato a scrivere, nel 96, c’era una voce che mi diceva, nella mia testa, «Ma vuoi scrivere un romanzo? Ma chi ti credi di essere? Ma non lo sai che sei solo una merda?».
La relazione con quella voce lì, son passati tanti anni, dura ancora. Ogni tanto lei torna fuori, lo scorso fine settimana,
per esempio.
[Domani, sul Fatto quotidiano, un pezzo su Ventotene (poco Ventotene) e sul fatto che noi saremmo meglio di loro]